Monthly Archives: febbraio 2012

Guadagnare facendo trading

Guadagnare facendo trading online è uno dei sogni più diffusi tra coloro che si occupano a livello amatoriale di finanza e di economia. E’ evidente che il trading online, che sia sulle materie prime, sul forex, sulle azioni, sugli indici, sulle opzioni o su qualunque altra tipologia di strumenti finanziari, può comportare dei profitti davvero elevati. Dopo tutto si tratta di un’attività anche estremamente semplice da portare avanti visto che è sufficiente un pc connesso a internet, un buon broker (questo in effetti è fondamentale) ed il gioco è fatto.
Bisogna sempre tener presente che investimenti speculativi possono portare elevatissimi rendimenti (è facile vivere di trading se si ha un’intelligenza nella media) ma possono portare anche a perdite di denaro e dunque vanno valutati con attenzione.

Il destino dell’economia italiana

L’economia italiana è ad un bivio: purtroppo gli studi economici lo hanno dimostrato, se il debito pubblico supera il 90% del PIL un paese non è in grado di crescere perché deve dirottare tutte le risorse al pagamento degli interessi sul debito pubblico e non agli investimenti.
Viceversa un paese che ha un debito pubblico basso può investire e quindi crescere: per fare solo un esempio pensiamo alla Germania.
Oggi come oggi l’Italia è ad un bivio: o applica politiche tali da far ritornare il debito pubblico sotto il 90% del PIL oppure non solo andremo dritti dritti al default, ma saremo incapaci di crescere e quindi andremo incontro ad un declino economico generalizzato. E, tra l’altro, questo declino è già in atto non solo a livello economico, ma anche politico, sociale, culturale. Bisogna prendere decisioni coraggiose per tagliare debito e spesa pubblica: il Governo Monti sarà in grado di farlo?

Monti rinuncia ad abbassare le tasse

Il Governo Monti ha rinunciato definitivamente ad abbassare le tasse, un’operazione annunciata da qualche tempo ma che, evidentemente, non è ancora possibile. Tuttavia il fatto che non si prosegue con questa operazione non è negativo, perché il progetto era assolutamente inadatto a rilanciare l’economia e iniquo.
Perché si prevedeva si di abbassare le tasse, ma solo per gli scaglioni di reddito più bassi. Ora questi soldi dovevano provenire dalla lotta all’evasione fiscale, quindi erano di fatto soldi recuperati ai contribuenti che appartengono alle fasce di reddito più elevate. Sarebbe stato più equo utilizzarli per abbassare le tasse proprio alle fasce di reddito che più evadono, quelle elevate, in modo da restituire il denaro tolto con la lotta all’evasione fiscale e affiancare, per così dire, il bastone alla carota. Quindi molto meglio che non se ne è fatto nulla, sarebbe stato un provvedimento all’italiana che non avrebbe portato alcun vantaggio concreto all’economia e alla finanza pubblica. Meglio usare, a questo punto, i soldi ricavati dalla lotta all’evasione fiscale a ripagare l’immenso debito pubblico italiano.

Il Governo rinuncia alle liberalizzazioni

Il Governo Monti segna la sua prima vera sconfitta rinunciando alle liberalizzazioni. Si tratta di una sconfitta pesante, perché le liberalizzazioni erano davvero importanti per rilanciare la crescita, il vero problema dell’Italia. Il governo Monti ha dimostrato di essere forte con i deboli e debole con i forti. A parte i discorsi di equità che qui non ci interessano visto che ci occupiamo di economia, se non si liberalizza veramente il mercato in Italia la crescita non può ripartire. E se la crescita non riparte, ripagare il nostro immenso debito pubblico è impossibile.

Il salto dell’inflazione

L’inflazione in Italia è in forte crescita, da anni ormai. Purtroppo l’Istat non riesce (non vuole per volontà politica) registrare questo dato che invece è ben presente alle tante massaie che si rendono conto, banalmente, che fare la spesa diventa sempre più difficile. In una situazione di moneta unica europea questo significa che gli italiani diventano sempre più poveri, che il nostro potere d’acquisto diminuisce giorno dopo giorno. Che cosa fare? Probabilmente bisognerebbe incrementare la concorrenza, in modo da creare in modo naturale una discesa dei prezzi. O molto più probabilmente dovrebbero essere i consumatori stessi a rendere il sistema economico più efficiente, puntando ad esempio a fare i loro acquisti online o comunque dove i prezzi sono più bassi.

Grecia: raggiunto l’accordo

E’ stato finalmente raggiunto l’accordo che scongiura il pericolo del default della Grecia. Almeno nei prossimi mesi, quindi, il default non ci sarà. Tuttavia scongiurare questo pericolo ne ha creato uno ben più grande: è stato lanciato un messaggio sbagliato a tutta l’Europa, in pratica si è detto che si possono fare debiti e vivere al di sopra delle proprie possibilità senza doverne poi pagare il prezzo fino in fondo. Che cosa succederebbe se altri paesi seguissero l’esempio della Grecia e si rifiutassero di pagare i loro debiti?

I mercati in attesa della Grecia

Alla riapertura dei mercati, questa mattina, si osserva una situazione interlocutoria: i mercati sono in attesa dell’evolversi della situazione greca. Un pacchetto di aiuti colossali, 130 miliardi di euro, sta per essere sbloccato mentre ad Atene continuano le proteste di piazza. Intanto si osserva anche un ulteriore lieve calo dello spread tra i BTP a 10 anni italiani e i corrispettivi titoli di Stato tedeschi. Questo significa che quando si fa sul serio, il risanamento è possibile. Il Professor Monti sta agendo probabilmente nella giusta direzione, forse i greci dovrebbero prendere esempio invece di sfasciare tutto in piazza.

Caso Grecia: realtà dei fatti e retorica dei media

Visto che siamo a mercati chiusi, voglio fare alcune considerazioni sul caso della Grecia e su come viene trattato dai media. Per i media la Grecia è una vittima del sistema finanziario internazionale, strangolata oltre ogni misura e costretta a sacrifici inumani. Peccato che gli stessi giornalisti che parlano in questo modo della Grecia si dimenticano di aggiungere che nessuno ha puntato una pistola alla testa dei greci per costringerli a vivere per decenni ben al di sopra delle loro possibilità. O che nessuno ricordi che i greci stessi hanno avuto la brillante idea di falsificare i loro bilanci nazionali per poter essere ammessi all’euro nonostante l’elevatissimo debito pubblico.
Insomma, i greci hanno tutta la colpa e la responsabilità della situazione in cui si trovano e non possono aspettarsi comprensione da parte degli altri paesi europei: dovrebbero rimboccarsi le maniche, mettersi a lavorare davvero duro e tirare la cinghia. Invece si sono riversati in piazza a sfasciare tutto: non penso che andranno molto avanti, di questo tipo. In un modo o nell’altro costringeranno i virtuosissimi contribuenti tedeschi o francesi a pagare per il loro paese di cuccagna.

Il rimbalzo dell’euro

Che cosa tenga così in alto l’euro francamente non lo so. Perché nei giorni scorsi era arrivato contro il dollaro ad un quasi accettabile 1,29. Accettabile non per il valore, fin troppo alto, ma per la tendenza al ribasso. Ieri invece c’è stato un rimbalzo, fino a toccare quota 1,31.
Insomma, abbiamo detto più volte che riteniamo il valore attuale dell’euro rispetto al dollaro fin troppo alto considerando i fondamentali e quindi ci aspettiamo, a breve, un riequilibrio in questo senso dei mercati finanziari. Perché quello che è importante dire è che i mercati possono essere sì ingannati, ma non fino a questo punto.
L’andamento del forex, di fatto, non può essere manipolato sul lungo periodo.

La Grecia ride dell’Europa e dei mercatin finanziari

L’Europa e i mercati finanziari internazionali sono diventati lo zimpello dei politici greci che non riescono davvero a capire la gravità della situazione. Probabilmente l’Europa è stata troppo generosa con la Grecia, spendendo soldi per salvare un Paese che non ha alcuna intenzione di cambiare le proprie abitudini finanziarie.
Il salvataggio della Grecia è stato pagato dai tedeschi e dai francesi, che vivono in stati finanziariamente virtuosi: ciò significa che i cittadini tedeschi vanno in pensione più tardi, lavorano di più, pagano più tasse e hanno meno servizi. Questo significa che i francesi e i tedeschi sono chiamati a fare sacrifici ulteriori per salvare i greci, ma i greci stessi non hanno proprio voglia di farli. Lo dimostra il caso dei tanti politici che, per puro spirito demagocico, hanno votato contro il piano che dovrebbe salvare la Grecia (un piano che peraltro prevede che l’Europa ci metta molti soldi).