Lo spread, cioè la differenza, tra i tassi di interesse pagati dalla virtuosa Germania e l’Italia è sceso a 383. I mercati finanziari hanno, in parte premiato la buona volontà di Monti che finalmente sta cercando di mettere a posto i conti dell’Italia. Ma ci sono anche altri fattori, prettamente finanziari, che stanno spingendo al ribasso lo spread. Di fatto la Banca Centrale Europea, forse non a caso guidata dall’italiano Draghi, ha prestato alle banche moltissima liquidità, per tre anni a tassi davvero bassi. E le banche che hanno fatto di questo denaro? Visto che, giustamente, non si fidano l’una dell’altra e quindi sono molto restie a prestarsi denaro e che, altrettanto giustamente, non si fidano nemmeno dell’economia reale che è sull’orlo del tracollo e quindi non prestano denaro alle imprese, hanno dirottato tutta questa liquidità sull’acquisto di titoli di stato. Di fatto questa mossa consentirà agli stati di pagare dei tassi di interesse più bassi. Se sapranno utilizzare questi soldi risparmiati per accelerare il risanamento questa mossa di Draghi potrà avere una qualche utilità. Perché non bisogna dimenticare che la mossa della BCE avrà un costo, prima o poi all’Europa sarà presentato il conto, un’inflazione galoppante che si accenderà appena l’economia inizierà a ripartire. E’ inevitabile, visto che l’Istituto di Emissione di Francoforte sta, di fatto, stampando denaro. E quando si stampa denaro, prima o poi, si pagano le conseguenze in termini di aumenti dei prezzi. E tenuto conto delle tensioni strutturali presenti nei mercati dellle materie prime, ci aspettano giorni davvero difficile.
Compito dei Governi europei è arrivare a questi momenti con i conti più a posto possibile.
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