La Francia è sempre stata solida finanziariamente e molto apprezzata dai mercati, anche se soffre di un male strutturale, l’eccessiva pressione fiscale che andrebbe ridotta in maniera decisa (nulla a che vedere con l’Italia sia chiaro, ma per far girare meglio l’economia sarebbe meglio che la pressione fiscale fosse più bassa).
Adesso però si stanno addensando foschi presagi sul futuro della Francia: se vince Hollande, è sicuro che ci sarà un’inpennata dell’imposizione fiscale che sui più ricchi arriverà al 70% del reddito.
E’ evidente che si tratta di un provvedimento profondamente recessivo, che potrebbe tagliare sul nascere ogni minima speranza di ripresa per l’economia d’oltralpe.
Ed è altrettanto evidente che le agenzie di rating non staranno certo a guardare: taglieranno il rating della Francia di un gradino o probabilmente di due.
Di fatto la Francia si troverà a pagare interessi sul suo debito pubblico enormemente più alti (già si inizia a parlare di spread anche per la Francia), interessi così alti che compenseranno più che ampiamente l’eventuale maggior gettito derivante dall’aumento della pressione fiscale.
Parlo di eventuale gettito perché è evidente che coloro che saranno colpiti, molto spesso, voteranno con le gambe, cioè abbandoneranno il paese al suo destino e se ne andranno altrove.
Sarkozy non ha ancora perso, c’è un secondo turno in cui i francesi possono ancora evitare un futuro all’italiana o alla spagnola (la Grecia è comunque lontana per i cugini d’oltralpe). Speriamo che i francesi sappiano decidere per il meglio, altrimenti segneranno non solo il proprio destino ma anche quello dei propri figli.


