Lo stato dell’Unione

Lo stato dell’Unione Europea è davvero disastrato attualmente, ed è destinato a precipitare nel brevissimo periodo. Da una parte i sostenitori del rigore economico e finanziario, l’unica attitudine che realmente può rimettere in moto processi di crescita sana ed equilibrata, duratura nel tempo e in grado di riassorbire la grande disoccupazione che sta caratterizzando l’Europa intera.
Invece i politici di ogni risma e colore non fanno altro che inseguire il facile consenso delle masse chiedendo a gran voce di riaprire i cordoni della borsa per offrire a tutti panem et circenses. Poi il conto lo pagheranno le generazioni future, sotto forma di indebitamento.
Il problema di questa gente è che non ha capito che ormai non siamo più nelle condizioni di trasmettere il conto alle generazioni future: il debito pubblico accumulato è così grande che ormai abbiamo solo due scelte a disposizione: o iniziamo a pagarlo seriamente oppure andiamo in default.
La scelta fatta da molti governanti europei è davvero la peggiore: non si risanano le casse dello Stato, non si tagliano le spese ma si continua a tamponare qua e la con aumenti di imposte che non fanno altro che deprimere l’economia.
E’ la storia di Monti in Italia: non solo non ha risolto un solo problema strutturale, ha fatto una riforma delle pensioni blanda e che subirà ulteriori peggioramente per la questione degli esodati ma non è riuscito a tagliare un euro di spesa pubblico. Prima la farsa della spending review, poi la nomina di un commissario per tagliare la spesa: ma in fondo non rimane nulla di concreto.
Il fallimento di Monti è un po’ il fallimento dell’Europa che non è stata in grado di imporre un modello sano di sviluppo: e a pagare le conseguenze è l’euro, che infatti oggi è arrivato a poco più di 1,23 sul dollaro.
Perché mentre l’Europa affonda, trascinata dalla Grecia che è fallita, dall’Italia che sta fallendo mentre i politici farneticano di lotta all’evasione fiscale, dalla Spanga che subisce le conseguenze del malgoverno di Zapatero, l’America si prepara a giubilare Obama e le sue politiche economiche (è stato il primo presidente USA a far perdere la tripla A delle agenzie di ratig e questo significa molto) e quindi sta scaldando i motori per ricominciare a crescere.


Che faceva Zapatero mentre Bankia accumulava tutto questo debito? Dormiva?