maggio 13, 2012
Redazione
La crisi spagnola è davvero più profonda del previsto e lo dimostra il caso Bankia. Il Governo di Mariano Rajoy sta facendo davvero gli straordinari per salvare il salvabile, ma i conti che Zapatero ha lasciato aperti sono tanti e pagarli costerà lacrime e sangue. Non è forse un caso che l’astuto politico spagnolo abbia deciso di dimettersi e non ricandidarsi.
Il problema di Bankia è che sono spariti circa 30 miliardi di euro a seguito di un’esposizione eccessiva e irrazionale sui mercati immobiliari. Quando la bolla immobiliare è scoppiata l’Istituto, che è il quarto per capitalizzazione in Spagna, si è trovato con il cerino in mano e non ha potuto far altro che dar conto ai mercati del danno fatto.

Zapatero non c'era quando Bankia accumuluva 30 miliardi di euro di esposizione. E se c'era, dormiva
Bisogna dar atto al governo Rajoy di essere intervenuto tempestivamente (a differenza di quello di Zapatero che, probabilmente, dormiva) e aver salvato la situazione grazie alla parziale nazionalizzazione di Bankia. Una nazionalizzazione che avviene, tra l’altro, in modo soft: lo stato spagnolo effettua un prestito di 4,5 miliardi di euro che viene convertito quindi in azione, consentendo così al governo di Madrid di prendere il controllo dell’Istituto.
Il Governo ha anche messo in conto di spendere almeno 10 miliardi di euro per mettere al sicuro la banca. Tuttavia personalmente ritengo che se si vogliono evitare spiacevoli effetti sui mercati, la cifra da investire dovrà essere ancora maggiore. Sarebbe meglio che il governo spagnolo iniziasse a recuperare i soldi, tagliando gli enormi sprechi di denaro pubblico che caratterizzano anche la Spagna.
Prima o poi i conti del boom immobiliare, un boom che ha annebbiato la mente di tanti investitori nel mondo, si pagano: è successo negli USA, sta succedendo in Spagna. Proviamo a chiudere gli occhi e a immaginare che succeda anche in Italia. Un incubo, un vero e proprio incubo, con i principali istituti di credito che saltano come birilli e la gente che corre ai bancomat per ritirare almeno un po’ dei propri soldi.
E non abbiamo nemmeno Rajoy al governo, ma un gruppo di banchieri mandati a salvare gli interessi delle banche.